Pubalgia e dolore all'inguine: rimedi

La pubalgia è un’infiammazione dell’inserzione dei muscoli adduttori. Pubalgia e dolore all'inguine vanno a braccetto in quanto l'infiammazione comporta una sindrome dolorosa che interessa principalmente l’area pubica, e può irradiarsi all’inguine, parte dell’addome e alle cosce.

pubalgia

Cos'è la pubalgia?

Il termine pubalgia viene comunemente utilizzato per indicare un dolore localizzato nella regione del pube e dell’inguine.

Tra le forme di dolore inguinale maggiormente considerate troviamo:

  • dolore correlato ai muscoli adduttori;
  • dolore correlato all’ileopsoas;
  • dolore della regione inguinale;
  • dolore della regione pubica;
  • dolore proveniente dall'articolazione dell’anca;
  • altre condizioni muscoloscheletriche o non muscoloscheletriche.

La pubalgia è un processo infiammatorio che provoca dolore e rigidità localizzate alla zona inguinale, pubica o nella parte interna della coscia. È una vera e propria tendinite dell’inserzione dei muscoli adduttori della coscia dovuta a microtraumi ripetuti o a sovraccarico.

L'infiammazione, come detto, riguarda gli adduttori, i potenti muscoli che si inseriscono sul pube, costituiti dal grande adduttore, adduttore lungo e adduttore breve e questi, insieme al muscolo gracile e pettineo, sono responsabili dell'adduzione delle cosce tramite contrazione muscolare. Inoltre, con i fasci anteriori permette l’intrarotazione e la flessione, mentre con i fasci posteriori permette l’extrarotazione e l'estensione.

Infine, ultima informazione fondamentale da sapere, data la sua origine dalla tuberosità ischiatica e pube, influisce sulla stabilità del bacino, in quanto è un potentissimo retroversore.

È un fastidioso disturbo molto comune fra gli atleti, ma non solo! Se trascurato, negli stadi più avanzati, può arrivare a portare dolore irradiato anche in zona addominale e ai genitali. Quando il dolore diventa molto forte è necessario parecchio tempo, anche diversi mesi, per cercare di guarire, ed è difficile continuare a svolgere normale attività fisica. In caso di tendinite cronica, infatti, nemmeno gli antinfiammatori riescono ad agire sul dolore e la lentezza delle risposte ai trattamenti può sfiduciare il paziente.

Non sono solo gli sportivi a soffrirne: si presenta spesso nelle donne incinte, a causa dell'aumento di lassità dei muscoli che si preparano al parto. Durante la gravidanza viene secreto un particolare ormone, la relaxina che serve appunto a rilassare i muscoli addominali e le articolazioni, tra cui quelle della sinfisi pubica. Si ha così un progressivo aumento della lordosi, con Il bacino che ruota all'indietro per fare spazio al feto. Questo porta ad un maggior affaticamento dei muscoli della gamba, in particolare degli adduttori. I farmaci antinfiammatori e antidolorifici possono aiutare ma non bastano: per agire efficacemente sulla pubalgia serve un quadro completo della situazione e solo un professionista può aiutarti.

Sintomi della pubalgia

La pubalgia è una delle sindromi dolorose più trattate dai fisioterapisti, soprattutto pazienti che praticano sport da corsa, primo fra tutti è il calcio, seguito dall’atletica leggera, ma anche rugbisti, tennisti e frequentatori di palestre non risultano essere risparmiati.

Diagnosticare la pubalgia non è semplice, infatti da molti è ritenuta più che una patologia una sindrome poiché è data da diversi fattori. La figura medica di riferimento è l’ortopedico che, mediante l’applicazione di test clinici specifici, l’esame palpatorio e la valutazione di esami diagnostici come ecografia, radiografia e risonanza magnetica riesce ad individuare il fenomeno eziologico.

Il sintomo principale della pubalgia è il dolore, localizzato inizialmente nella zona pubica, che poi si irradia alle cosce, all’inguine, ed al basso addome. Generalmente nei primi stadi si ha fastidio e dolore all'inguine che si presenta a riposo, soprattutto al mattino o appena iniziata l'attività fisica e scompare con il movimento. Man mano che l'infiammazione peggiora, il dolore diventa continuo e sempre più intenso, accompagnato da rigidità muscolare. Quando diventa cronico permane durante qualsiasi attività, limitando i movimenti fino a rendere difficoltoso anche camminare. Non è raro trovarsi di fronte a problemi ai genitali e nell’urinare.

Altri sintomi molto comuni sono:

  • Dolore muscolo-tendineo all’inguine
  • Dolore all’interno coscia
  • Dolenzia alla parte bassa dell’addome e all’altezza della sinfisi pubica
  • Indolenzimento che si irradia fino ai fianchi.

Dove fa male la pubalgia?

Il dolore della pubalgia viene generalmente avvertito tra il pube e l’inguine, ma la sua localizzazione può variare da persona a persona.

Il paziente può riferire:

  • dolore nella zona del pube;
  • dolore all’inguine;
  • dolore nella parte interna della coscia;
  • fastidio nella zona degli adduttori;
  • dolore nella parte inferiore dell’addome;
  • dolore che aumenta durante la corsa o durante alcuni movimenti dell’anca.

In alcuni casi il dolore può essere prevalentemente localizzato su un lato, mentre in altri può interessare entrambi i lati. La posizione del dolore, da sola, non è comunque sufficiente per stabilirne la causa.

Dolore all’inguine: non sempre è pubalgia

Quando compare un dolore inguinale, soprattutto se persiste nel tempo, è importante evitare di attribuirlo automaticamente alla pubalgia. Il dolore all’inguine può infatti essere associato a condizioni differenti.

Dolore correlato agli adduttori

È particolarmente frequente negli sportivi. Il dolore viene generalmente percepito nella parte interna della coscia e vicino all'inserzione dei muscoli adduttori sul pube e può aumentare durante movimenti che richiedono forza o contrazione degli adduttori.

Dolore correlato all’ileopsoas

L’ileopsoas è uno dei principali muscoli coinvolti nella flessione dell’anca.

Un suo coinvolgimento può determinare un dolore più profondo nella zona anteriore dell'inguine, soprattutto durante movimenti che richiedono ripetute flessioni dell'anca.

Dolore della regione inguinale

In alcuni pazienti il dolore può essere localizzato a livello del canale inguinale e aumentare durante gli sforzi, la tosse, gli starnuti o determinate contrazioni della muscolatura addominale. È importante, in questi casi, distinguere il problema da un’eventuale ernia inguinale, che richiede un diverso inquadramento medico.

Dolore della regione pubica

Il dolore può concentrarsi direttamente in corrispondenza della sinfisi pubica, la zona in cui si incontrano anteriormente le due parti del bacino.

Dolore proveniente dall’anca

Anche alcune problematiche dell'articolazione dell'anca possono essere percepite come dolore inguinale. Per questo motivo una corretta valutazione del dolore all'inguine dovrebbe comprendere non soltanto i muscoli adduttori, ma anche la mobilità e la funzionalità dell'anca.

Quali sono le cause della pubalgia?

La pubalgia e il dolore all’inguine possono essere favoriti da una combinazione di fattori.

Negli sportivi un ruolo importante può essere svolto dal sovraccarico funzionale, soprattutto quando aumenta rapidamente l'intensità o il volume degli allenamenti.

Tra i fattori che possono contribuire alla comparsa del dolore troviamo:

  • allenamenti intensi o ripetuti;
  • brusco aumento dei carichi di allenamento;
  • frequenti cambi di direzione;
  • sprint e accelerazioni;
  • gesti atletici come il calcio del pallone;
  • riduzione della forza o della capacità di carico della muscolatura;
  • precedenti episodi di dolore inguinale;
  • recupero insufficiente tra gli allenamenti.

Il problema può presentarsi sia negli atleti professionisti sia in chi pratica sport a livello amatoriale. Calcio, calcetto, running, rugby, hockey, tennis e padel sono alcune delle attività nelle quali la regione inguinale viene frequentemente sottoposta a sollecitazioni elevate.

Pubalgia cronica: cos’è?

La pubalgia cronica è una condizione tipica degli atleti, causata da un sovraccarico funzionale a cui si sottopone la muscolatura che si inserisce sul pube (adduttori e addominali). Si parla di patologia “cronica” quando la sintomatologia dura più di tre mesi.

Uno degli errori più frequenti è alternare periodi di riposo completo alla ripresa improvvisa dell'attività sportiva. Il dolore diminuisce durante il riposo ma ricompare appena vengono nuovamente applicati gli stessi carichi che avevano causato il problema.

Un percorso riabilitativo dovrebbe invece mirare a recuperare progressivamente la capacità dell’organismo di sostenere quei carichi.

Come viene diagnosticata la pubalgia?

La diagnosi del dolore inguinale parte generalmente dall’anamnesi e dall’esame clinico. Durante la valutazione è importante comprendere:

  • dove viene percepito il dolore;
  • quando è iniziato;
  • quali movimenti lo provocano;
  • quale attività sportiva viene praticata;
  • come sono cambiati recentemente i carichi di allenamento;
  • se sono presenti precedenti infortuni.

Successivamente possono essere valutati mobilità dell'anca, forza muscolare, controllo motorio e risposta a specifici test.

Quando necessario il medico può richiedere esami strumentali come ecografia, radiografia o risonanza magnetica. Gli esami diagnostici devono comunque essere interpretati insieme alla storia clinica e all'esame del paziente: un'immagine radiologica, presa isolatamente, non è sempre sufficiente per spiegare l'origine del dolore.

Rimedi per la pubalgia e dolore all'inguine

Secondo l'esperienza ormai condivisa, effettuare trattamenti dolorosi non è sempre indicato perché si rischia di rinforzare a livello centrale la memoria del dolore nella zona interessata. Quindi per quanto riguarda la parte manuale, normalmente i fisioterapisti iniziano con l’eseguire mobilizzazioni passive dell’anca, nell’arco di movimento non doloroso, ed effettuano massaggi delicati e piacevoli nell’area interessata. In questa fase iniziale l’integrazione con i mezzi fisici è fondamentale soprattutto per quanto riguarda l’aspetto analgesico e antinfiammatorio. I mezzi fisici più utilizzati sono:

Dal punto di vista attivo, in fase iniziale si fanno eseguire esercizi attivi in posizione ortostatica (in piedi) con delle flessioni, estensioni, adduzioni e abduzioni di anca sempre entro il range di movimento che non evoca dolore. Lo scopo di questo tipo di trattamenti è ricondizionare a livello del sistema nervoso centrale che quel determinato distretto corporeo non sia “a rischio” e dunque evochi dolore. Nel corso del percorso terapeutico si prosegue aumentando l’intensità delle mobilizzazioni passive, e degli esercizi attivi fino a raggiungere tutti i gradi di movimento dell’anca, compresa la flessione del tronco che richiede l’attivazione del retto dell’addome, dato che anche esso si inserisce su pube. Gli esercizi, che in fase iniziale sono eseguiti in posizione eretta per ridurre il carico, nel corso delle sedute, vengono fatti eseguire anche in posizione supina, prona e in decubito laterale. 

Esercizi per la pubalgia

L’esercizio terapeutico rappresenta una componente molto importante della riabilitazione, soprattutto nelle forme di dolore inguinale legate agli adduttori. Il programma può comprendere esercizi finalizzati a migliorare progressivamente:

  • forza degli adduttori;
  • forza dei muscoli dell'anca;
  • controllo del bacino;
  • capacità della muscolatura addominale;
  • coordinazione;
  • tolleranza ai movimenti specifici dello sport.

Gli esercizi devono essere scelti e progressivamente adattati in funzione del singolo paziente.

Non esiste quindi un unico esercizio per la pubalgia valido per tutti.

Quanto tempo ci vuole per guarire dalla pubalgia?

I tempi di recupero possono essere molto differenti. Una sintomatologia comparsa recentemente e affrontata precocemente può avere un decorso diverso rispetto a un dolore presente da diversi mesi. Sul recupero incidono inoltre:

  • causa del dolore;
  • durata dei sintomi;
  • attività sportiva praticata;
  • carichi di allenamento;
  • condizioni fisiche individuali;
  • eventuali problematiche associate;
  • aderenza al programma riabilitativo.

Per questo motivo non è corretto stabilire un tempo di guarigione uguale per tutti.

Il ritorno allo sport dovrebbe essere progressivo e basato sul recupero della forza, della funzione e della capacità di eseguire i gesti specifici dell'attività praticata senza una significativa riacutizzazione dei sintomi.

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Articolo tratto da: Sintomi in caso di pubalgia cronica o dolore all’ inguine e al testicolo (Fisioterapia Italia)

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