Pubalgia e dolore all'inguine: rimedi

La pubalgia è un’infiammazione dell’inserzione dei muscoli adduttori. Pubalgia e dolore all'inguine vanno a braccetto in quanto l'infiammazione comporta una sindrome dolorosa che interessa principalmente l’area pubica, e può irradiarsi all’inguine, parte dell’addome e alle cosce.

pubalgia

Cos'è la pubalgia?

La pubalgia è un processo infiammatorio che provoca dolore e rigidità localizzate alla zona inguinale, pubica o nella parte interna della coscia. È una vera e propria tendinite dell’inserzione dei muscoli adduttori della coscia dovuta a microtraumi ripetuti o a sovraccarico.

L'infiammazione, come detto, riguarda gli adduttori, i potenti muscoli che si inseriscono sul pube, costituiti dal grande adduttore, adduttore lungo e adduttore breve e questi, insieme al muscolo gracile e pettineo, sono responsabili dell'adduzione delle cosce tramite contrazione muscolare. Inoltre, con i fasci anteriori permette l’intrarotazione e la flessione, mentre con i fasci posteriori permette l’extrarotazione e l'estensione.

Infine, ultima informazione fondamentale da sapere, data la sua origine dalla tuberosità ischiatica e pube, influisce sulla stabilità del bacino, in quanto è un potentissimo retroversore.

È un fastidioso disturbo molto comune fra gli atleti, ma non solo! Se trascurato, negli stadi più avanzati, può arrivare a portare dolore irradiato anche in zona addominale e ai genitali. Quando il dolore diventa molto forte è necessario parecchio tempo, anche diversi mesi, per cercare di guarire, ed è difficile continuare a svolgere normale attività fisica. In caso di tendinite cronica, infatti, nemmeno gli antinfiammatori riescono ad agire sul dolore e la lentezza delle risposte ai trattamenti può sfiduciare il paziente.

Non sono solo gli sportivi a soffrirne: si presenta spesso nelle donne incinte, a causa dell'aumento di lassità dei muscoli che si preparano al parto. Durante la gravidanza viene secreto un particolare ormone, la relaxina che serve appunto a rilassare i muscoli addominali e le articolazioni, tra cui quelle della sinfisi pubica. Si ha così un progressivo aumento della lordosi, con Il bacino che ruota all'indietro per fare spazio al feto. Questo porta ad un maggior affaticamento dei muscoli della gamba, in particolare degli adduttori. I farmaci antinfiammatori e antidolorifici possono aiutare ma non bastano: per agire efficacemente sulla pubalgia serve un quadro completo della situazione e solo un professionista può aiutarti.

Sintomi della pubalgia

La pubalgia è una delle sindromi dolorose più trattate dai fisioterapisti, soprattutto pazienti che praticano sport da corsa, primo fra tutti è il calcio, seguito dall’atletica leggera, ma anche rugbisti, tennisti e frequentatori di palestre non risultano essere risparmiati.

Diagnosticare la pubalgia non è semplice, infatti da molti è ritenuta più che una patologia una sindrome poiché è data da diversi fattori. La figura medica di riferimento è l’ortopedico che, mediante l’applicazione di test clinici specifici, l’esame palpatorio e la valutazione di esami diagnostici come ecografia, radiografia e risonanza magnetica riesce ad individuare il fenomeno eziologico.

Il sintomo principale della pubalgia è il dolore, localizzato inizialmente nella zona pubica, che poi si irradia alle cosce, all’inguine, ed al basso addome. Generalmente nei primi stadi si ha fastidio e dolore all'inguine che si presenta a riposo, soprattutto al mattino o appena iniziata l'attività fisica e scompare con il movimento. Man mano che l'infiammazione peggiora, il dolore diventa continuo e sempre più intenso, accompagnato da rigidità muscolare. Quando diventa cronico permane durante qualsiasi attività, limitando i movimenti fino a rendere difficoltoso anche camminare. Non è raro trovarsi di fronte a problemi ai genitali e nell’urinare.

Altri sintomi molto comuni sono:

  • Dolore muscolo-tendineo all’inguine
  • Dolore all’interno coscia
  • Dolenzia alla parte bassa dell’addome e all’altezza della sinfisi pubica
  • Indolenzimento che si irradia fino ai fianchi.

Pubalgia cronica: cos’è?

La pubalgia cronica è una condizione tipica degli atleti, causata da un sovraccarico funzionale a cui si sottopone la muscolatura che si inserisce sul pube (adduttori e addominali). Si parla di patologia “cronica” quando la sintomatologia dura più di tre mesi

Rimedi per la pubalgia e dolore all'inguine

Secondo l'esperienza ormai condivisa, effettuare trattamenti dolorosi non è sempre indicato perché si rischia di rinforzare a livello centrale la memoria del dolore nella zona interessata. Quindi per quanto riguarda la parte manuale, normalmente i fisioterapisti iniziano con l’eseguire mobilizzazioni passive dell’anca, nell’arco di movimento non doloroso, ed effettuano massaggi delicati e piacevoli nell’area interessata. In questa fase iniziale l’integrazione con i mezzi fisici è fondamentale soprattutto per quanto riguarda l’aspetto analgesico e antinfiammatorio. I mezzi fisici più utilizzati sono:

Dal punto di vista attivo, in fase iniziale si fanno eseguire esercizi attivi in posizione ortostatica (in piedi) con delle flessioni, estensioni, adduzioni e abduzioni di anca sempre entro il range di movimento che non evoca dolore. Lo scopo di questo tipo di trattamenti è ricondizionare a livello del sistema nervoso centrale che quel determinato distretto corporeo non sia “a rischio” e dunque evochi dolore. Nel corso del percorso terapeutico si prosegue aumentando l’intensità delle mobilizzazioni passive, e degli esercizi attivi fino a raggiungere tutti i gradi di movimento dell’anca, compresa la flessione del tronco che richiede l’attivazione del retto dell’addome, dato che anche esso si inserisce su pube. Gli esercizi, che in fase iniziale sono eseguiti in posizione eretta per ridurre il carico, nel corso delle sedute, vengono fatti eseguire anche in posizione supina, prona e in decubito laterale. 

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Articolo tratto da: Sintomi in caso di pubalgia cronica o dolore all’ inguine e al testicolo (Fisioterapia Italia)